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Biostabile - Strategie innovative per salvaguardare e migliorare la biodiversità nei Prati Stabili della Valle del Mincio

04/06/2024

Biostabile - Strategie innovative per salvaguardare e migliorare la biodiversità nei Prati Stabili della Valle del Mincio
Biostabile è un progetto che vede coinvolte l’Università degli Studi di Milano, il Politecnico di Milano e la Latteria San Pietro di Goito (MN) nello studio della salvaguardia della biodiversità nei Prati Stabili della Valle del Mincio. Il progetto si inserisce in un piano di valorizzazione e tutela del territorio già iniziato nel Settembre 2019, cofinanziato dal PSR della Regione Lombardia, e che vede come capofila la stessa Latteria San Pietro. Biostabile intende sviluppare e attuare strategie per migliorare la biodiversità secondo un approccio ecosistemico, agendo su tre livelli: agronomico, economico e di governance, così da rafforzare il legame tra l’ecosistema dei Prati Stabili e l’attività agricola. 
Biostabile - Strategie innovative per salvaguardare e migliorare la biodiversità nei Prati Stabili della Valle del Mincio
Nell’ambito della Ventiseiesima Fiera del Grana Padano dei Prati Stabili (13-14-15 Ottobre 2023), ci siamo presentati come gruppo di assegnisti di ricerca del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, guidati dal Professore Stefano Corsi. Oltre a presentare i primi risultati ottenuti e ad inquadrare lo stato del progetto, il nostro obiettivo è stato quello di avviare una raccolta questionari rivolta ai partecipanti della Fiera. Il questionario si è posto l’obiettivo di raccogliere le opinioni dei partecipanti riguardo temi quali la tutela dei Prati Stabili, la percezione di una candidatura Unesco come strumento di tutela e valorizzazione del territorio e la conoscenza del Grana Padano DOP selezione da fieno. La sua compilazione è stata pensata per essere in forma anonima, autonoma e piuttosto rapida. La risposta della cittadinanza è stata piuttosto positiva, considerati i più di quattrocento questionari raccolti e un generale interessamento verso il progetto.
Biostabile - Strategie innovative per salvaguardare e migliorare la biodiversità nei Prati Stabili della Valle del Mincio
Incontrare la cittadinanza per distribuire un questionario sui Prati Stabili è un passo fondamentale per diverse ragioni. Innanzitutto, coinvolgere i cittadini permette di raccogliere dati direttamente dalle persone che vivono e interagiscono quotidianamente con questo territorio, offrendoci una visione reale di quelle che sono le esigenze della comunità locale. In secondo luogo, sensibilizzare i partecipanti sulla tutela del territorio è essenziale per valutare quanto i cittadini siano informati e per, eventualmente, promuovere pratiche sostenibili e responsabili. Infine, raccogliere informazioni sulla percezione e l’apprezzamento del Grana Padano DOP selezione da fieno è utile per inquadrare strategicamente quella che è la produzione locale di un’eccellenza agroalimentare di questo territorio. In sintesi, il questionario è uno strumento chiave per comprendere meglio il rapporto tra la cittadinanza e il territorio, favorendo una gestione più partecipativa e consapevole delle risorse locali.
Presentiamo di seguito quelli che sono i principali risultati emersi dalle risposte. Un primo approccio che abbiamo adottato è stato quello di analizzare le risposte in relazione alle variabili sociodemografiche dei rispondenti, ovvero in relazione al genere, all’età e all’istruzione. Le risposte indicano una conoscenza generale del territorio piuttosto buona da parte dei rispondenti, in riferimento ai vantaggi di un Prato Stabile rispetto ad uno tradizionale. I rispondenti confermano che i Prati Stabili hanno una maggiore biodiversità vegetale e della microfauna, minori emissioni di gas serra e producono un foraggio più bilanciato e completo rispetto ad un prato tradizionale. Sono soprattutto le fasce di età 56-70 e >70 ad ottenere livelli di conoscenza ottima. Indistintamente dal genere e dall’età, la maggior parte dei rispondenti non crede che un Prato Stabile abbia un maggiore stoccaggio di carbonio rispetto ad uno tradizionale, o non ha un’idea chiara di cosa sia lo stoccaggio di carbonio in sé. Solo in questo caso, i rispondenti mostrano una minore conoscenza di quella che è un’importante caratteristica del Prato Stabile, ovvero la capacità di sottrarre carbonio all’atmosfera, immagazzinandolo e arricchendo i suoli di sostanza organica. 
Il 70% dei rispondenti riconosce l'importanza di tutelare i Prati Stabili e il 66% ritiene che la creazione di un'Associazione dei Prati Stabili contribuirebbe a tale scopo. Questo sentire si è poi effettivamente tradotto nella nascita dell’Associazione dei Prati Stabili, lo scorso Marzo 2024. Dopo anni di iniziative finalizzate alla crescita dell’area, anche attraverso la condivisione di un piano integrato d’area nell’ambito del Psr di Regione Lombardia e l’organizzazione di fiere ed eventi, la neonata Associazione si impegna a promuovere l’identità ambientale, storica, economica, turistica e sociale dei cinque Comuni nei cui territori sono coltivati i Prati Stabili.
Una seconda parte del questionario si concentra sulla possibilità di una candidatura Unesco come strumento di tutela della biodiversità. L’inserimento di domande riguardanti la candidatura Unesco non si prefissa alcun obiettivo di tipo politico, quanto più quello di indagare l’effettiva conoscenza e percezione della comunità locale nei confronti di un’istituzione spesso associata più alla sfera turistica e meno a quella della tutela del paesaggio. Il 46% dei rispondenti ha dichiarato di avere un’idea chiara di cosa sia un patrimonio Unesco; le fasce di età 56-70 e >70 hanno di fatto riconosciuto tutti e tre i siti Unesco elencati, due dei quali – Mantova e Sabbioneta – presenti sul suolo mantovano. Il 61% è fiducioso/a che una candidatura Unesco contribuisca in maniera positiva alla tutela del territorio. Nello specifico, per quanto riguarda la percezione di fiducia che questa candidatura possa contribuire al raggiungimento di sei degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti dall‘Agenda 2030 delle Nazioni Unite, la maggioranza dei rispondenti, in media più le donne che gli uomini, si è rivelata fiduciosa.
 
  Piuttosto fiducioso/a Molto fiducioso/a Totale
Imprese, innovazione e infrastrutture 43% 24% 67%
Lotta contro il cambiamento climatico 36% 34% 70%
Lavoro dignitoso e crescita economica 37% 37% 74%
Protezione della vita sulla terra 40% 38% 78%
Consumo e produzioni responsabili 39% 39% 78%
Città e comunità sostenibili 37% 36% 73%

Una terza e ultima parte del questionario si concentra sulla filiera agroalimentare e, in particolare, sul Grana Padano DOP selezione da fieno, una produzione da stalle selezionate che alimentano le proprie bovine esclusivamente con fieno derivante dai Prati Stabili dell’Alta Pianura Mantovana della Valle del Mincio. Il 59% dei partecipanti considera le proprie azioni nella vita di tutti i giorni abbastanza sostenibili, soprattutto le fasce di età 56-70 e >70. Il 79% è fiducioso/a che una maggiore consapevolezza porti verso scelte di acquisto più sostenibili, soprattutto per le fasce di età <25 e 26-40. Nello specifico, abbiamo fornito ai rispondenti cinque fattori che caratterizzano la produzione di un prodotto agroalimentare e possono influenzarne l’acquisto: benessere animale, tutela del paesaggio, filiera corta, valore nutrizionale e competitività del prezzo. In generale, i rispondenti dichiarano che tutti i fattori elencati contribuiscono nel rendere un prodotto agroalimentare un prodotto di qualità nel dato aggregato, indistintamente dal genere e dall’età. (Tab 2). Focalizzando l’attenzione sul Grana Padano DOP selezione da fieno, l’83% dei partecipanti ha dichiarato di essere già a conoscenza del prodotto; il 63% ha dichiarato di esserne molto soddisfatto/a (il 29% piuttosto soddisfatto/a). 
 
  Abbastanza Molto Totale
Benessere animale 20% 72% 92%
Tutela del paesaggio 30% 59% 89%
Filiera corta 25% 62% 87%
Valore nutrizionale 18% 72% 90%
Competitività del prezzo 18% 71% 89%